Mamma, ho perso l’arca – Past Gaetano

Mamma, ho perso l’arca – Past Gaetano

Appunti del Gospel di Domenica 29 Settembre 2019

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |Mamma, ho perso l’arca

Il titolo della predica di oggi è “Mamma ho perso l’Arca!” ed è tratto da una storia di vita vera. Il nostro testo di riferimento si trova in 1 Cronache 13:1-4 e dice:

“Davide tenne consiglio con i capi di migliaia e di centinaia, cioè con tutti i capi del popolo, poi disse a tutta l’assemblea d’Israele: «Se vi sembra bene, e se il SIGNORE, il nostro Dio, l’approva, mandiamo dappertutto a dire ai nostri fratelli che sono rimasti in tutte le regioni d’Israele, e così pure ai sacerdoti e ai Leviti nelle loro città e nelle loro campagne, che si uniscano a noi; e riconduciamo qui da noi l’arca del nostro Dio; poiché non ce ne siamo occupati ai tempi di Saul». Tutta l’assemblea rispose che si facesse così poiché la cosa sembrava buona agli occhi di tutto il popolo.”

Davide è stato appena nominato re dagli anziani di Israele dopo aver ricevuto l’unzione dal profeta Samuele. Questi versetti mi parlano di un cuore desideroso di di Dio, perché l’arca rappresentava la Sua presenza. La prima cosa che il re Davide ha chiesto è stata di andare a riprendere l’arca che si trovava a 16 km da Gerusalemme, lasciata li da Saul. Alcune volte la presenza di Dio viene accantonata e non viene cercata per come dovrebbe essere fatto. Ho riflettuto su come la domenica in Chiesa spesso diciamo a Dio: <<da domani non farò altro che cercarti ogni giorno>>, poi il lunedì succedono degli imprevisti che ci distraggono da Lui. La stessa cosa accadde quando Davide voleva trasportare l’arca a Gerusalemme:

“Quando furono giunti all’aia di Chidon, Uzza stese la mano per reggere l’arca, perché i buoi la facevano inclinare. L’ira del SIGNORE si accese contro Uzza, e il SIGNORE lo colpì per avere steso la mano sull’arca; e là Uzza morì davanti a Dio. Davide si rattristò perché il SIGNORE aveva colpito Uzza con un tale castigo; e quel luogo è stato chiamato Perez-Uzza fino a oggi. Davide in quel giorno, ebbe paura di Dio, e disse: «Come farò a portare a casa mia l’arca di Dio?» Davide non ritirò l’arca presso di sé, nella città di Davide, ma la fece portare in casa di Obed-Edom di Gat. L’arca di Dio rimase tre mesi presso la famiglia di Obed-Edom, in casa di lui; e il SIGNORE benedisse la casa di Obed-Edom e tutto quello che gli apparteneva.” (1 Cronache 13:9-14)

Uzza rappresenta l’imprevisto, quello che noi non ci aspettiamo che succeda e che puntualmente ogni lunedì mattina succede. Davide non ha continuato a portare l’arca perché si è scontrato con la santità di Dio e ha avuto paura, si sarà domandato: <<Dove ho sbagliato?>>, e si è fermato. La Sua santità non dovrebbe generare paura ma un profondo rispetto di Lui. Se Dio non avesse fermato Uzza chiunque avrebbe guardato dentro l’arca senza la giusta attitudine, visto che ancora non c’era la grazia a disposizione di tutti ma solo la legge.

Il problema è che ci sarà sempre qualcuno che cercherà di distrarci da Dio attraverso la preoccupazione e l’ansia: oggi è questa la più grande persecuzione, e a volte abbiamo il cuore talmente intorpidito che siamo solo concentrati su noi stessi. Non riusciamo più a fermarci per meditare e vedere il bisogno degli altri. Non possiamo continuare ad andare avanti così e continuare a cercare quello che ci manca, ma dobbiamo guardare quello che abbiamo cioè lo Spirito Santo in noi che deve essere prima di ogni altra cosa ogni giorno. La verità è che noi dobbiamo guardare a Dio più di noi stessi: da qui dipende la vita o la morte. E’ giunto il momento di svegliarci e tornare in strada per parlare di Gesù a tutti.

Davide non ha potuto resistere lontano dalla presenza di Dio, lui si rese conto che l’arca non poteva stare lontano da Gerusalemme, dalla sua casa.

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette