QUARANTENA O NON QUARANTENA? – PAST CATHERINE

QUARANTENA O NON QUARANTENA? – PAST CATHERINE

Appunti del Gospel di Domenica 24 Maggio 2020

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |CHI L’HA VISTO?

Il mio primo impatto alla quarantena è stato chiedermi: “cosa sta succedendo al mondo?” ed è subentrata la paura: in quel momento lo Spirito Santo mi ha detto che se non ne uscivo subito non ne sarei uscita più. Proprio per questo motivo dal giorno dopo ci siamo da subito collegati online per gli studi e per pregare insieme alla chiesa.

Il termine quarantena ha origini giudaico-cristiane, gli scienziati lo hanno usato proprio riferendosi a quelle persone malate isolate dalla società. Leggendo la Parola di Dio avevano notato che quando ricorreva il numero quaranta nella Bibbia succedeva qualcosa, e la persona che passava quel tipo di quarantena non ritornava più uguale. C’era un processo di trasformazione e cambiamento che gli scienziati vedevano come fruttuoso e buono.

La prima volta che nella Bibbia troviamo questo numero è ai tempi di Noè: Dio permise che per quaranta giorni e quaranta notti piovesse perché aveva necessità di trasformare un mondo che era corrotto.

La seconda volta che troviamo questo numero è quando Mosè salì sul Sinai e ricevette i dieci comandamenti: dopo quaranta giorni Dio trasmise per la prima volta qualcosa da verbale a scritto all’uomo.

Andando avanti, per quaranta anni il popolo di Israele fu costretto a vagare nel deserto principalmente perché la loro mentalità non era stata trasformata e ragionavano da schiavi d’Egitto. Ad un certo punto la parola di Dio ci dice che furono mandate delle spie per quaranta giorni a controllare il territorio di Israele, e in questa quarantena solo due di loro trasformarono la loro mente e furono gli unici due insieme alla nuova generazione che entrarono nella terra promessa.

Nel nuovo testamento per quaranta giorni Gesù dovette affrontare tutte le tentazioni, e Lui non peccò. Gesù uscì da quel deserto completamente rafforzato e pieno di Spirito Santo per iniziare il suo ministerio. Dopo che risorse è stato sulla terra per quaranta giorni per fortificare i suoi discepoli.

Questa descritta sopra è la quarantena che Dio vuole che viviamo nella nostra vita: un periodo dove possiamo stare in intimità con lo Spirito Santo per afferrare qualcosa che prima non avevamo.

C’è un’altra quarantena che non dobbiamo passare. In 1 Samuele 17 troviamo la storia del popolo di Israele, che è un po’ come la nostra. Erano abituati a combattere, ma ad un certo punto dall’accampamento dei Filistei si fece avanti un gigante, Golia, alto circa 3 metri. E’ un po’ quello che è successo in questi giorni con il coronavirus che ha tolto la pace e la sicurezza a tante famiglie. Golia si fermava e si rivolgeva alle schiere di Israele gridando: “Perché uscite a schierarvi in battaglia? Non sono io il filisteo e voi dei servi di Saul?” Questo gigante può essere il coronavirus o qualsiasi altra cosa: una litigata, una persona che ci urla contro, delle tentazioni, relazioni sbagliate, dipendenze affettive, ansia, preoccupazione o l’intimidazione.

Golia chiedeva un guerriero da battere e tutti ebbero gran paura. I giganti ci affronteranno sempre uno ad uno, e il loro urlo sembrerà alle nostre orecchie più forte della nostra voce, ma noi abbiamo lo Spirito Santo.

Golia si presentava mattina e sera davanti al popolo di Israele per quaranta giorni, ma la situazione cambiò quando arrivò un ragazzo di 17 anni, Davide, che aveva un animo diverso da tutto il resto dell’esercito. Davide non fu compreso e in particolare uno dei suoi fratelli cercò di scoraggiarlo: è difficile capire e comprendere una persona che prende una posizione spirituale se la nostra mente non è rinnovata.

Non dobbiamo ascoltare i giganti e ridimensionare quello che Dio ha chiamato ad essere grande. Questa è la quarantena che Dio non vuole e non dobbiamo vivere: quella del popolo di Israele che scappa, non affronta, non entra in battaglia e non ha quella velocità e caparbietà che invece Davide ha avuto. Dobbiamo cambiare prospettiva: non dobbiamo perdere tempo e avere una visione limitata di Dio.