LA LEBBRA NON TI FERMERÀ – PAST CATHERINE

LA LEBBRA NON TI FERMERÀ – PAST CATHERINE

Appunti del Gospel di Domenica 1 Marzo 2020

Oggi desidero parlarvi su come dobbiamo fronteggiare questo tempo, equipaggiarci e affrontare le varie situazioni che la vita ci porta davanti. La parola di Dio è molto pratica, Gesù andava concretamente dalla gente a predicare il vangelo offrendo guarigione, e la Sua parola entrava nel cuore delle persone perché era calata nella realtà. Per noi c’è solo una certezza: se seguiamo lo Spirito Santo sapremo dove andremo, cosa faremo e con chi la faremo.

Romani 12:2 dice: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” Noi dobbiamo cercare la trasformazione, e l’avremo cibandoci della parola di Dio: se lasceremo entrare in noi i valori e i principi di Dio affronteremo la vita in modo totalmente differente, e quando si presenteranno la paura, la malattia, l’angoscia, la preoccupazione non penseremo come siamo abituati, ma crederemo a Dio. In questo modo penseremo e vedremo delle cose che nella realtà visibile non ci sono: dall’invisibile Dio trae il visibile.

Come possiamo sperimentare questa trasformazione nella realtà quotidiana? Nessuno di noi sopporta la correzione, soprattutto da chi è vicino a noi e amiamo: dovremmo invece essere pronti ad uscire fuori dalla nostra zona di comfort.

C’è una storia che ci fa comprendere come la trasformazione passa dalla nostra azione. 2 Re 7:3 dice: “c’erano quattro lebbrosi presso l’entrata della porta della città, i quali dissero tra di loro: «Perché ce ne stiamo qui in attesa di morire?” Era un periodo di carestia in Israele e c’erano tante malattie, e la più temuta era la lebbra che incancreniva i nervi fino a far perdere gli arti ai malati senza sentire il dolore: tutto ciò portava alla morte, oltre all’emarginazione per tutta la durata della vita.

Se ci definiamo cristiani dovremmo essere in grado di sporcarci le mani per gli ultimi: soccorrere, aiutare, fare una telefonata, visitare chi è nel bisogno e pregare con loro. Solo così possiamo essere manifestazione di Cristo sulla terra: agendo come faceva Gesù. Tutti noi abbiamo delle aree che dobbiamo curare, nessuno è arrivato, ma siamo in un processo di santificazione: per questo motivo è necessario che ci incoraggiamo a vicenda per essere approvati da Dio, proprio perché il diavolo vuole distruggere questo tipo di realtà isolando le persone.

Arriva il momento in cui siamo di fronte ad una decisione: morire con la lebbra o tentare di vivere. Dobbiamo uscire fuori dalla nostra zona di comfort rendendoci conto dove abbiamo agito male e cambiare. Dalla tua paura, vergogna ed essere immobilizzato in una situazione spirituale puoi uscire solo se veramente farai il passo azzardato e coraggioso di andare oltre.

Dio vuole darci di più e rinnovarci, ma la paura ci porta a chiuderci perché pensiamo di non arrivare ad un certo livello. Proprio per questo dobbiamo prendere la santità che è nel cielo, renderla nostra ed eliminare tutto ciò che ci sta soffocando e tenendo bloccati. E’ difficile combattere con quello che ci tiene lontano dalla Sua presenza ma Lui è in grado di cambiare le cose, dobbiamo ricordarci che Gesù si è scomodato e ha sofferto per me e per te: non possiamo trattarlo con sufficienza e superficialità.

Attraverso quello che Dio compie nella nostra vita possiamo essere testimoni di un regno che avanza. Dio non è teoria, Lui è concretezza nel momento in cui permettiamo che il cambiamento avvenga in noi.

Quando siamo onesti con Dio usciamo dalla zona di comfort, si illumina il nostro cammino e siamo in grado di prendere posizione. Quando Dio arriva lo fa per guarire e liberare, e se Lui è con noi in questo momento è perché vuole la nostra guarigione.

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette