CHI HA PAURA DEL LUPO CATTIVO? – LILIANA OLIVIERI

CHI HA PAURA DEL LUPO CATTIVO? – LILIANA OLIVIERI

Appunti del Gospel di Domenica 16 Febbraio 2020

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |CHI HA PAURA DEL LUPO CATTIVO?

Il titolo della predica di oggi è: “Chi ha paura del lupo cattivo? Il salmo 56 al verso 3 dice: “Nel giorno della paura, io confido in te.”

– La paura viene per rubarci le benedizioni, le relazioni ed i sogni. Lo spirito di paura vuole inoltre insinuare che non siamo guariti e che non abbiamo superato il nostro problema.

– I pensieri negativi arriveranno ma noi sottomettiamo i nostri pensieri a quelli di Cristo.

– Dobbiamo imparare a riconoscere i pensieri che non vanno bene nel momento in cui si attivano, per ricordarci invece quello che Dio dice di noi. Per questo motivo dobbiamo impegnarci a costruire nuove prospettive e nuove reazioni fatte di pensieri e comportamenti più utili. A questo proposito il nostro compito è identificare le bugie e mettere accanto la verità che è la parola di Dio. Questo significa anche identificare le fortezze mentali che abbiamo costruito: tutto inizia con un pensiero contrario alla mente di Cristo. Quando si presenta abbiamo due opzioni: lo possiamo sgridare e scacciare, oppure intrattenerlo cominciando a immaginare e fantasticare. Facendo così costruiamo attorno a noi un mondo parallelo e quel seme piantato comincia a prendere vita.

– C’è inoltre il rischio di essere tentati all’interno della coppia partendo dai pensieri, e a quel punto è fondamentale affrontare la situazione parlandone col proprio partner: non possiamo permettere al nemico di rubare il progetto di Dio e la benedizione dalla nostra vita.

– Se li intrattengo i pensieri arrivano alle emozioni, se cediamo ad essi passeremo all’azione, se continuiamo diventerà un’abitudine che si trasformerà una fortezza mentale. Tutto questo lo possiamo smantellare riconoscendo le bugie, pentendoci di averci creduto, pentendoci delle nostre azioni e quindi demolendo ciò con la parola di Dio.

– La fortezza ci impedisce di ascoltare la voce di Dio perché è come se una parte di noi fosse dentro le mura di quel castello e non vogliamo ascoltarlo. La nostra volontà di andare davanti allo Spirito Santo è importante per farci scrutare e farci vedere se ci sono delle aree di noi non sottomesse a Cristo. Luca 11:35-36 dice: “Sta’ quindi attento che la luce che è in te non sia tenebre. Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato, senza avere alcuna parte tenebrosa, sarà tutto illuminato come quando la lampada t’illumina con il suo splendore.”

– La parola di Dio ci ripete tante volte che noi non siamo stati creati per la paura. Infatti essa è un’emozione irrazionale e spesso corrisponde a quella parte di noi che si sente bambina. Per questo motivo è molto importante rassicurare chi ha paura.

– Ci sono alcune paure che ci assalgono come quella della solitudine. Isaia 41:10 dice: “Tu non temere, perché io sono con te”. Se ci troviamo di fronte a questa paura significa che abbiamo sofferto nel passato perché ci siamo sentiti soli, quindi abbiamo avuto una ferita, e la paura entra proprio quando c’è ancora una ferita aperta. La paura della solitudine ci può portare a stare con persone che non sono buone per noi pur di non stare soli, e assale tante persone che hanno dipendenze e hanno bisogno di compensare quella sensazione che provano.

– Altri hanno paura di ricevere del male da qualcuno, anche in questo caso deriva da delle ferite ricevute nel passato o da eventi post-traumatici. Deteuronomio 31:6 dice: “Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il SIGNORE, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà».”

– Altri hanno paura della morte. Il Salmo 23 al verso 4 dice: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché Tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.” Dio ha bisogno di dirci che è sempre con noi perché la paura ci toglie la sicurezza e ci fa sentire smarriti.

– Un’altra paura è quella delle cattive notizie. Anche a questo proposito la parola di Dio ci incoraggia:“Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è saldo, fiducioso nel SIGNORE.” – Salmo 112:7. Quando riceviamo una cattiva notizia va bene esprimere come ci fa sentire, e questo non vuol dire che siamo credenti meno forti o fasulli, perciò è importante avere qualcuno accanto a noi che ci dà quello spazio necessario per poterci esprimere. Questo non significa che noi rimarremo in quella situazione con uno spirito di autocommiserazione.

Il dono dell’incoraggiamento è molto importante perché tanti di noi non hanno avuto tutto questo nell’infanzia, perciò dobbiamo essere noi quella persona per chi ha bisogno. Noi siamo credenti, possiamo affrontare la paura con la parola di Dio, e dobbiamo nutrirci di essa perché li troviamo quello che Dio dice: Lui è con noi, ci ha fatto in modo meraviglioso, non dobbiamo temere, i nemici non ci sconfiggeranno. Dobbiamo meditarla finché la parola di Dio diventa nostra.

Qualsiasi sia la nostra paura portiamola alla croce: è lì che è avvenuto lo scambio e la vittoria!

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette