DIO HA CURA DI TE – PAST GAETANO

DIO HA CURA DI TE – PAST GAETANO

Appunti del Gospel di Domenica 9 Febbraio 2020

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |DIO HA CURA DI TE

La Bibbia è piena di versetti che ci ricordano della grazia di Dio, della sua provvidenza e del suo amore per noi, per questo motivo non ci dobbiamo mai dimenticare chi Lui è. Attraverso dei passi biblici oggi voglio farvi vedere tre modi per gestire l’ansia e la paura.

“In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva». E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che questa già si riempiva. Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»” (Marco 4:35-41).

E’ importante che noi rispondiamo a tutti i pensieri che si annidano nella nostra mente con la parola di Dio che è il nostro rifugio e il nostro conforto: questa eredita ce l’ha lasciata Dio affinché noi ne facciamo un grande tesoro. La tempesta di cui parla questo capitolo della Bibbia doveva essere molto violenta: persino i pescatori che erano abituati erano preoccupati e avevano paura di morire. Intorno a noi ci sono varie situazioni che turbano la nostra vita le quali apparentemente sembrano facili da superare ma poi ci travolgono, mentre i pensieri negativi ci fanno affondare. Pensiamo di non farcela e che nessuno ci potrà aiutare: in tutto questo non è detto che Gesù risponda subito alla nostra richiesta di aiuto.

Dio alcune volte permette che la tempesta infuri nella nostra vita perché ci vuole portare ad un nuovo livello di gestione delle situazioni e ad un nuovo livello di riposo nella sua pace. Quando ci troviamo nella tormenta confidando e credendo che Lui è nella stessa barca con noi, anche se non c’è la sua risposta noi impareremo ad affrontare ciò che è davanti a noi. Non sempre la nostra fede risolve i problemi, ma la nostra fede ci aiuta sempre nel momento del bisogno.

Voglio leggere insieme a voi tre casi di come è stata gestita la tempesta nella Bibbia.

“Gesù passò di nuovo in barca all’altra riva, e una gran folla si radunò attorno a lui; ed egli stava presso il mare. Ecco venire uno dei capi della sinagoga, chiamato Iairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregò con insistenza, dicendo: «La mia bambina sta morendo. Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva»” (Marco 5:21-23)

Iairo vide che sua figlia era in fin di vita e mi sarei aspettato che lui fosse rimasto al capezzale della propria figlia, invece è andato a cercare Gesù. Lui era l’unico che poteva risolvere la sua situazione e Iairo lo sapeva.

Il secondo personaggio è la donna dal flusso di sangue, che aveva speso tutto quello che aveva in cure mediche. Lei per la sua condizione era considerata impura e per questo rifiutata da tutti, ma nonostante tutto era determinata ad andare a toccare la veste di Gesù. Quello che Dio ci chiede di fare durante la tempesta è di avere una fede violenta e di andare a prenderci la nostra guarigione con questa attitudine.

Il diavolo vuole farci smettere di pregare e metterci paura, ma Dio non ci lascia e non ci abbandona: dobbiamo continuare a pregare con insistenza sapendo che Dio è al nostro fianco. La prima tempesta che si deve calmare è dentro noi e riguarda la sfera dell’anima dove noi impariamo a riposare nella pace.

“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. E disse loro: «L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate». Andato un po’ più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell’ora passasse oltre da lui. Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi».” (Marco 14:33-36).

Abbiamo letto che Gesù era afflitto da tristezza mortale, ha avuto paura, e non è stato un peccato: in questa situazione è interessante notare come Gesù ha affrontato la tempesta. Come prima cosa Lui ha chiamato i suoi amici: Giacomo, Giovanni e Pietro. Questo è un grande insegnamento perché spesso pensiamo di non poterci fidare delle persone: nonostante Pietro successivamente lo ha rinnegato e gli altri lo hanno lasciato Lui lo stesso li ha desiderati.

Quando sei triste e nella difficoltà non stare da solo: circondati dei tuoi amici e della chiesa. Gesù è andato a pregare, si è circondato dei suoi amici e ha perseverato nella preghiera fino a quando non ha recuperato la pace. Nella tempesta non desistere dal pregare, dal farti sostenere e aiutare. Quando i pensieri negativi arrivano iniziamo a proclamare la parola di Dio, sapendo che usciremo dalla tormenta con la vittoria!

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette