SPERANZA DI GLORIA – PAST CATHERINE

SPERANZA DI GLORIA – PAST CATHERINE

Appunti del Gospel di Domenica 26 Gennaio 2020

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |SPERANZA DI GLORIA

Stamattina vi darò dei principi che quest’anno azioneremo mettendo la marcia della costanza. Ebrei 11:1 dice: “Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” e il verso 6 dice: “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” Quando noi ci presentiamo a lui in una situazione di sconforto o debolezza se noi non abbiamo la certezza della fede che Egli è, a chi stiamo pregando? Nel nome di chi stiamo avanzando? Se sappiamo chi è Dio non possiamo aspettare l’ultimo momento per chiamarlo nella nostra vita per dargli ogni cosa.

Oggi vi voglio parlare di due argomenti, che sono la prova e il dolore: la parola chiave è <<costanza>>. Nella Bibbia Giacomo dice: “Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l’opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti.” (Giacomo 1:2-4) Quando ci troviamo nella prova nessuno è contento, ma la Sua parola dice di considerare tutto ciò una grande gioia perché attraverso queste situazioni vediamo la Sua opera in noi.

Ci saranno momenti in cui non sappiamo quanto Lui possa fare, ma la prova della nostra fede produce costanza: tutte le volte che attraversiamo un periodo difficile, vorremmo che vada via subito perché come esseri umani non ci piace stare in una posizione di costanza, vorremmo subito andare allo step successivo. I cristiani invece sono caratterizzati dalla costanza perché essa ci porterà a vedere Gesù. Dobbiamo rimanere costanti nel dichiarare chi Lui è, nell’innalzarlo e riconoscerlo e a chiedere il Suo permesso in qualsiasi cosa che facciamo. La costanza compie in noi la sua opera ed è cosi che saremo perfetti, completi e di nulla mancanti. Al contrario l’incostanza ci rende altalenanti, ed essa non compierà la pienezza di Dio.

La lettera ai Romani dice nei primi 4 versi: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza.” Cristo è in noi speranza di gloria: questo termine non indica incertezza come nei luoghi comuni, ma consapevolezza e certezza della gloria di Dio, di vederlo in ogni situazione. Nel momento in cui rimaniamo fermi nella fede potremmo avere risultati immediati oppure no, ma avremo la vittoria: continuando a pregare e dichiarare.

La Bibbia ci racconta la storia di Anna, una delle mogli di Elcana (al tempo era permessa la poligamia) che non riusciva ad avere figli e per questo era considerata impura. Ogni anno salivano a Silo per offrire sacrifici al Signore e in tutte le occasioni Anna veniva mortificata da Peninna, l’altra moglie di Elcana. Una delle caratteristiche che aveva Anna era la costanza, e pregava piangendo: “O SIGNORE degli eserciti, se hai riguardo all’afflizione della tua serva e ti ricordi di me, se non dimentichi la tua serva e dai alla tua serva un figlio maschio, io lo consacrerò al SIGNORE per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sulla sua testa” (1 Samuele 1:11) La preghiera si prolungava, e singhiozzava, così il sacerdote Eli era convinto che lei fosse ubriaca, e la prese in giro. Ma la costanza di Anna che aveva costruito nella sua relazione con Dio, ha fatto si che lei desse la risposta giusta al momento giusto al servo di Dio e senza rabbia. Anna sapeva stare alla presenza di Dio: non fu l’afflizione a cambiare il suo cuore, ma il Signore. La pazienza nell’afflizione ha fatto si che lei dopo un anno avesse un bambino che consacrò a Dio e chiamò Samuele.

Cristo è in noi speranza di gloria: dobbiamo continuare a chiedere perseveranza e costanza. Più sono grandi le prove, più è presente la costanza e più vedremo l’adempimento della gloria di Dio.

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette