EN THEOS, DIO È IN TE – PAST GAETANO

EN THEOS, DIO È IN TE – PAST GAETANO

Appunti del Gospel di Domenica 19 Gennaio 2020

La predica della settimana scorsa era sullo zelo, ed è da qui che voglio ripartire: “Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore;” (Romani 12:11).

Come abbiamo visto, la parola zelo deriva da “en theos” che si traduce con entusiasmo, ovvero Dio dentro, e quando viviamo questa realtà si vede in tutte le circostanze, sia positive che negative. A proposito di ciò oggi voglio parlarvi di Giuseppe sotto due punti di vista: Dio in lui nei suoi momenti difficili e nel suo passato. Andando a guardare la sua vita da ragazzo fu venduto dai suoi fratelli ad un gruppo di ismaeliti che lo portarono in Egitto a casa del Faraone. Stiamo parlando di un ragazzo di 17 anni che viene tradito, strappato dalla sua famiglia, venduto e portato in una casa straniera dove non conosce nessuno, ed era completamente solo. In questa circostanza Giuseppe aveva tutto il diritto di essere scoraggiato e depresso, invece la Bibbia ci dice che il Signore era con lui, e riusciva bene ogni cosa che faceva.

Che cos’è che determina le nostre attitudini e i nostri comportamenti nelle situazioni più difficili della vita? Giuseppe riusciva a mostrare Dio dentro perché aveva un rapporto con Lui, e si vedeva nel suo servizio al Faraone, perché lo faceva come se fosse per Dio. Quando hai Dio dentro automaticamente la reazione è servire Dio in quello che fai ogni giorno mostrando la luce che è stata messa in te.

Le circostanze esterne non condizionavano l’entusiasmo di Giuseppe, anzi riusciva a mutare le situazioni: il livello della nostra intimità durante la settimana determinerà l’andamento delle nostre giornate. Senza en theos non riusciamo a mostrare lo zelo e il servizio, mentre tutto cambia quando nonostante le circostanze scegliamo di riempirci della presenza di Dio. Con Lui siamo portatori di pace, luce, riusciamo a mettere calma nelle persone intorno a noi: proprio per questo abbiamo il dovere di tenere viva la nostra fiamma, di mostrare lo zelo e servizio per il Signore ovunque ci troviamo indipendentemente dalle circostanze. Il nostro en-theos ci aiuta anche ad approcciarci nelle situazioni della vita con il giusto spirito, quello che non vorremmo fare ci viene più facile e ogni scelta diventa fattibile.

Il secondo aspetto della vita di Giuseppe è Dio dentro nonostante il passato: Or Giuseppe era colui che comandava nel paese; era lui che vendeva il grano a tutta la gente del paese; i fratelli di Giuseppe vennero e si inchinarono davanti a lui con la faccia a terra. Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma si comportò come un estraneo davanti a loro e parlò loro aspramente dicendo: «Da dove venite?» Essi risposero: «Dal paese di Canaan per comprare dei viveri». Giuseppe riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobbero lui.” (Genesi 42:6-8) Nonostante Giuseppe avesse Dio dentro la sua vita in Egitto non fu facile: fu tradito e ingannato dalla moglie del Faraone, fu rinchiuso in carcere, si rese artefice della liberazione del coppiere del Faraone che però non si ricordò di lui e rimase in prigione.

Anche in queste circostanze avverse Giuseppe riusciva in tutto quello che faceva, e ad un certo punto quando Dio stabilì che era pronto per affrontare il suo passato gli diede libertà. In quel momento Giuseppe fu liberato dalla prigione, interpretò i sogni del Faraone e ricevette più potere di quanto aveva prima: Dio non lascerà mai che il nostro passato rimanga irrisolto. Non facciamo in modo che il nostro vissuto diventi un alibi per stare fermi e non crescere nel nostro rapporto con Dio: Lui opera mentre noi prendiamo posizione. Romani 5:1-2 dice: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi” Se noi stiamo fermi sul fatto che abbiamo Dio dentro e siamo stati giustificati da Lui, non ci sarà passato che ci impedirà di avanzare.

Più avanti ai versi 3 e 4 la lettera ai Romani dice: “ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza”. Il perdono lo possiamo sviluppare sotto la pressione dell’offesa, la pazienza sotto la pressione dell’afflizione. La vita non è facile: senza Dio finiamo in un vortice dove è difficile uscirne, con Dio invece abbiamo la speranza e alcuni punti chiave su cui possiamo prendere posizione. Le promesse di Dio si realizzeranno quando noi siamo pronti ad afferrarle e saremo fermi in Lui. Nel momento in cui capiamo che Dio è fedele, è con noi, non ci lascia e non ci abbandona anche nel momento più complicato della nostra vita, noi avremo sempre la speranza che Lui ci tirerà fuori da ogni tipo di tempesta!

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette