PERDONO E RINGRAZIAMENTO – PAST CATHERINE

PERDONO E RINGRAZIAMENTO – PAST CATHERINE

Appunti del Gospel di Domenica 24 Novembre 2019

Riguarda la predica qui: Domenica Gospel @ Reggio Calabria |PERDONO E RINGRAZIAMENTO

Questa è la settimana del ringraziamento in America e nel mondo. In questo periodo sorridiamo alla vita, ed è una cosa che dovremmo fare ogni giorno, infatti c’è una verità che non possiamo dimenticare: Gesù ha dato la Sua vita per noi quando eravamo peccatori. Nonostante lo abbiamo sputato, malmenato, deriso, schiaffeggiato, deriso insieme agli altri, Lui ha chiesto al Padre di perdonarci, di non imputarci questo peccato. Per questo motivo dobbiamo imparare ad aprire la nostra mente e concedere a Dio e agli altri di parlarci. Dobbiamo iniziare a cambiare il nostro linguaggio da dentro perché il ringraziamento fa bene a me e a te.

Perdonare vuol dire rilasciare, condonare, avere una cartella esattoriale e sentirsi dire: <<non devi pagare, l’ho fatto io per te>>. Ma vuol dire anche cancellare e liberare: quando Gesù sulla croce è morto portando su di se i nostri peccati è come se avesse preso una corda per sciogliere tutti i nodi che c’erano finché ci siamo ritrovati liberi. Quella corda che ci legava al nostro passato e ai nostri ricordi Lui l’ha sciolta: nel momento in cui chiediamo perdono a Dio per qualsiasi cosa Lui non la ricorda. Il perdono è qualcosa di straordinario: ecco perché dobbiamo essere grati.

C’è una storia molto bella che Gesù racconta in Matteo 18: “Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: “Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”. Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito […].”

Questa parabola serve a ricordarci il debito che Lui ha pagato e che nessuno poteva farlo. Gesù non ha sofferto solo fisicamente, ma anche spiritualmente perché vide tutto quello che sarebbe successo, ma ci perdonò ugualmente.

Quando mi ricordo il sacrificio che Gesù ha fatto per la mia vita incomincio a rendere grazie per qualsiasi cosa, infatti niente è scontato. La mancanza di perdono avviene quando non conosciamo l’amore di Dio, ma quando entra nella nostra vita cade ogni rancore e malizia: è una posizione che dobbiamo prendere. In quest’ottica perdendo il concetto di ringraziamento per quello che Lui ci sta facendo vivere noi perdiamo l’essenza di Dio dentro di noi.

Notiamo che prima di essere rapito in cielo Gesù soffiò sui discepoli e disse: <<Ricevete lo Spirito Santo, a chi rimettete i peccati saranno perdonati, a chi li riterrete saranno ritenuti>>. Gesù dopo averci perdonato ci ha comandato di fare altrettanto. Se io non perdono avrò sempre una corda legata alla mia vita che mi farà guardare sempre indietro. Proprio per questo molte volte cadiamo nelle stesse paure e situazioni: chiedere a Dio di essere sciolti significa capire che c’è qualcosa nella nostra vita che non va.

Gesù ci insegnò a ringraziare essendo questa un’attitudine sua, e lo leggiamo in diversi passi biblici come in Giovanni 11:41: <<Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito.>>. Ancora prima che il miracolo della resurrezione di Lazzaro accadesse Lui ringrazia Dio. Il nostro essere grati a Lui ci fa vivere felici e fa scaturire i miracoli attorno a noi.

Un altro esempio di Gesù che ringrazia fu quando spezzò il pane nella moltiplicazione: fece accomodare la folla per terra, prese i sette pani e dopo aver reso grazie li spezzò e li diede ai discepoli per distribuirli alla folla. Anche in questo caso prima che ci fosse il miracolo ha ringraziato.

Impariamo ad essere i figli che Lui vuole avere accanto: apriamo la nostra mente, il nostro cuore distruggendo ogni tipo di orgoglio che impedisce il ringraziamento.

Andrea

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi da Andrea, del team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette